OpenClaw: cosa è, come installarlo e come usarlo (guida completa)

6 ago 2026

OpenClaw cosa è, come installarlo e come usarlo

Tra email da leggere, appuntamenti da organizzare e mille piccoli problemi, a volte basterebbe avere qualcuno che si occupi di tutto al posto tuo. Ecco, OpenClaw fa esattamente questo, utilizzando un agente AI che gira sul tuo computer (o su un server esterno) e risponde ai tuoi comandi direttamente da WhatsApp, Telegram o Discord.

In questo articolo vediamo insieme cosa è OpenClaw, come funziona davvero, e soprattutto come installare OpenClaw passo dopo passo, anche utilizzando il terminale. Vedremo come inviare messaggi tramite WhatsApp al tuo agente AI personale e come personalizzarlo a piacimento.

Openclaw: cosa è

Partiamo dalle basi: OpenClaw (in passato conosciuto anche come Claudebot o Maltbot) è un'interfaccia di messaggistica self-hosted, cioè un programma che installi e gestisci tu, sul tuo dispositivo, che collega app come WhatsApp, Telegram e Discord a degli agenti AI capaci di eseguire compiti a loro affidati.

In gergo tecnico, OpenClaw è un "gateway". In pratica, si tratta di un processo che gira in background sul tuo computer 24 ore su 24 e mantiene connessioni permanenti con le varie piattaforme di messaggistica. Ogni volta che arriva un messaggio, il gateway lo invia all'agente giusto, che può leggerlo, capirlo ed eseguire un'azione: rispondere a un'email al posto tuo, aggiornare il calendario, controllare un dispositivo smart, e molto altro.

La cosa interessante è che, essendo self-hosted, tutto rimane sotto il tuo controllo: le connessioni, la configurazione e l'ambiente di esecuzione sono sul tuo dispositivo, non su un server di terze parti. Questo è un aspetto da tenere a mente, perché porta con sé sia vantaggi in termini di privacy e personalizzazione, ma anche di responsabilità sulla sicurezza, come vedremo più avanti.

Se ti stai chiedendo se OpenClaw sia qualcosa di simile ai chatbot AI di cui abbiamo parlato in passato, come ChatGPT, la risposta è: non proprio... Quei sistemi rispondono alle tue domande in una chat. OpenClaw invece va oltre: agisce, esegue comandi sul tuo computer, ha accesso al terminale e può interagire con file, app e servizi esterni.

OpenClaw vs Claude Code: le differenze

Se hai già sentito parlare di Claude Code, probabilmente l'interfaccia di OpenClaw ti sembrerà familiare. In effetti, sono due strumenti concettualmente vicini, ma con differenze importanti.

La prima è che OpenClaw è completamente self-hosted: giri tutto in locale (o su un tuo server), senza dipendere da un'infrastruttura esterna per l'esecuzione. La seconda differenza riguarda le integrazioni: mentre Claude Code supporta ad esempio Slack, OpenClaw nasce fin da subito con supporto nativo per WhatsApp, Telegram, Discord e altre piattaforme, con nuove integrazioni che vengono aggiunte quasi ogni settimana dalla community.

In generale, OpenClaw è pensato per essere molto più configurabile: puoi personalizzare agenti diversi, definire regole di sicurezza, isolare l'esecuzione in sandbox e molto altro, cosa che lo rende adatto a chi vuole costruirsi un vero assistente personale AI.

Prerequisiti prima di iniziare

Prima di installare OpenClaw, è utile sapere che per seguire questa guida completa ti servono due cose:

  1. Un minimo di dimestichezza con la riga di comando (CLI), perché è il modo principale per interagire con OpenClaw. Se non hai mai usato un terminale, non preoccuparti: basta seguire i comandi passo passo. Se vuoi fare un ripasso da zero, il nostro corso su Node.js parte proprio dalle basi, comprese le prime nozioni per installare Node.js.
  2. Un po' di familiarità con i modelli linguistici, magari avendo già usato un'API AI o fatto un po' di prompt engineering. OpenClaw infatti gestisce il "contesto" in modo molto intelligente per portare a termine i vari workflow, quindi capire come ragiona un modello ti aiuterà a configurarlo meglio.

Se questi due mondi ti sono ancora un po' nuovi, non preoccuparti: il resto dell'articolo è pensato per essere comunque comprensibile, un passo alla volta.

Come installare OpenClaw

Arriviamo ora al punto principale di questa guida: come installare OpenClaw sul tuo computer. In realtà questo è un processo piuttosto veloce.

Requisiti tecnici

L'unico vero requisito tecnico è avere Node.js in versione 22 o superiore installato sul tuo sistema. Puoi verificare la versione attuale con:

node -v

Se non hai ancora Node.js sul tuo computer, o se hai una versione troppo vecchia, ti consigliamo di dare un'occhiata alla nostra lezione su come installare Node.js, dove puoi trovare il tutorial per qualsiasi computer.

Locale o su un server (VPS)? Una scelta da fare con attenzione

Prima di digitare il comando di installazione, c'è una decisione importante da prendere: dove far girare OpenClaw. Hai due strade:

  • In locale, sul tuo computer di casa.
  • Su un VPS (Virtual Private Server), cioè un server remoto dedicato solo a OpenClaw.

Perché è una scelta così importante? Perché quando installi OpenClaw, di fatto stai dando all'agente accesso root al tuo intero computer, terminale compreso. Questo significa che, nel caso peggiore in cui l'agente AI venisse manipolato da un messaggio malevolo (il cosiddetto "prompt injection", ma ne parliamo più avanti), potrebbe teoricamente eseguire comandi distruttivi sul tuo computer.

Per questo motivo, molte persone preferiscono installare OpenClaw su un VPS: in caso di problemi, l'unico danno riguarda un server "usa e getta", senza toccare i tuoi file personali. Lo svantaggio è che un VPS è in abbonamento, è più complesso da configurare e non permette di usare alcune funzionalità, come il controllo del browser.

In questa guida, per semplicità, vedremo l'installazione in locale su un computer di casa, ma in alcuni casi può essere importante valutare un abbonamento a un VPS.

Il comando di installazione

Una volta verificato Node.js, puoi installare OpenClaw sul computer con npm, in modo da poterlo richiamare da qualsiasi cartella del terminale:

npm install -g openclaw

Il flag -g sta per "global" e serve proprio a renderlo disponibile ovunque nel sistema. Se non hai mai usato npm prima, il nostro approfondimento su npm nel corso Node.js ti spiega passo passo come funziona il gestore di pacchetti di Node.

Una volta completata l'installazione, puoi verificare che tutto sia andato a buon fine lanciando semplicemente:

openclaw --version

Se vedi comparire un numero della versione, sei pronto per il passo successivo.

La configurazione iniziale di OpenClaw

Ora arriva la parte più delicata dell'installazione: la configurazione iniziale di OpenClaw. Durante il processo, viene fatta una serie di domande, una alla volta, e in base alle tue risposte OpenClaw costruisce il file di configurazione dell'agente AI. Ora, vediamo domanda per domanda cosa rispondere.

Passo 1: avvia la configurazione iniziale

Apri il terminale e digita:

openclaw onboard --install-daemon

Il flag --install-daemon è particolarmente utile: installa l'interfaccia come servizio in background (launchd su macOS, systemd su Linux). In pratica significa che il processo di OpenClaw si avvia automaticamente all'accensione del computer e resta sempre attivo, senza bisogno di tenere un terminale aperto.

Premi Invio e attendi che compaia il primo messaggio.

Passo 2: l'avviso di sicurezza

La prima cosa che vedrai è un avviso di sicurezza. Non è un errore, è normale: ti ricorda che stai per dare all'agente AI accesso al tuo sistema, e ti suggerisce di leggere bene le impostazioni prima di procedere. Leggilo con calma, poi premi Invio (o il tasto indicato a schermo) per continuare.

Passo 3: gateway locale o remoto

Durante la configurazione, ti verrà chiesto se vuoi impostare un gateway locale (lo stesso computer dove stai configurando OpenClaw) o un gateway remoto (se stai configurando OpenClaw da un dispositivo diverso da quello su cui girerà). Nella maggior parte dei casi, soprattutto se è la prima volta che usi OpenClaw, puoi scegliere l'opzione locale, quindi seleziona:

Local gateway

Passo 4: la cartella del workspace

Ti verrà chiesto dove salvare la cartella di lavoro dell'agente, cioè il workspace, dove finiscono tutti i file di configurazione, l'identità dell'agente e la sua memoria. Per impostazione predefinita viene proposta una cartella tipo:

~/.openclaw

A meno di ragioni specifiche, ti consigliamo di lasciare il valore proposto di default premendo semplicemente Invio.

Passo 5: la scelta del modello AI

Qui ti viene chiesto quale modello linguistico vuoi che l'agente usi per "pensare" e prendere decisioni. Le opzioni principali sono Anthropic (Claude), OpenAI e Google.

Se vuoi provare OpenClaw gratuitamente prima di spendere qualcosa, Google mette a disposizione il modello Gemini Flash gratuitamente fino a un certo numero di richieste al giorno, il che lo rende perfetto per un primo test. Se invece vuoi la qualità migliore fin da subito, ti consigliamo Anthropic, che nella nostra esperienza offre risposte più affidabili e coerenti nel tempo.

Come accennato prima, usa sempre il modello più potente che ti puoi permettere: non è solo una questione di qualità delle risposte, ma anche di sicurezza, perché i modelli più capaci resistono meglio ai tentativi di manipolazione (prompt injection) rispetto a modelli piccoli.

Passo 6: ottenere e inserire la chiave API (token)

Se hai scelto Anthropic, ti serve una chiave API. Puoi generarla con il comando dedicato:

claude setup-token

Questo comando ti restituirà una stringa segreta (il tuo "secret key"): copiala e incollala quando OpenClaw te la richiede. Fai attenzione a non condividerla mai con nessuno, perché chiunque la possieda può usare il tuo account e i tuoi crediti.

Dopo aver incollato il token, il wizard ti chiederà anche:

  • Un nome per il token: puoi lasciare quello proposto di default.
  • Il modello specifico da usare: scegli il più potente disponibile in quel momento per risultati migliori.

Passo 7: la porta del gateway

Nella configurazione viene proposta una porta di rete predefinita (tipicamente 18789) su cui OpenClaw ascolterà le connessioni. Se non hai altri programmi che usano già quella porta sul tuo computer, lascia il valore di default e premi Invio.

Passo 8: il "gateway bind", ovvero da dove può essere raggiunto il gateway

Questa è una delle domande più tecniche e anche più importanti per la sicurezza. Ti verranno proposte diverse opzioni:

  • Loopback: il gateway accetta connessioni solo dal tuo stesso computer. È l'opzione più sicura e quella raccomandata per la maggior parte degli utenti che non hanno bisogno di accesso remoto.
  • LAN: se hai più dispositivi sulla stessa rete domestica e vuoi che possano raggiungere il gateway.
  • Tailscale: pensata per chi sta configurando OpenClaw su un server remoto.
  • Auto o IP personalizzato: opzioni più avanzate.

Se non sai quale scegliere, opta per Loopback. È la scelta più sicura per un setup su singola macchina, ed è comunque possibile cambiarla in un secondo momento con un comando dedicato, senza dover rifare tutta la configurazione da capo.

Passo 9: il token del gateway

Ti verrà chiesto se vuoi generare automaticamente un token di autenticazione per il gateway oppure inserirne uno tuo. Lascia vuoto il campo per farlo generare automaticamente: è l'opzione consigliata di default.

Passo 10: Tailscale e canali di chat

Se non stai usando dispositivi remoti, disattiva l'esposizione tramite Tailscale (rispondi "off" o "no" alla domanda). Per quanto riguarda i canali di chat (WhatsApp, Telegram, Discord), in questa fase puoi anche saltare la configurazione e farla in un secondo momento: più avanti nell'articolo vedremo passo passo come collegare WhatsApp e Discord.

Passo 11: le skill

Nella configurazione ti verrà proposta una lista di skill predefinite da installare, gestite tramite npm (il gestore di pacchetti che abbiamo già usato per installare OpenClaw). Cos'è una skill? In pratica è un file di istruzioni che insegna all'agente come usare uno strumento o un servizio specifico: ad esempio c'è una skill per le Note di Apple, una per Google Workspace (Gmail, Calendar), e così via.

In questa fase puoi scegliere solo quelle che ti interessano davvero, oppure saltare tutto e installarle più avanti (ne parleremo in dettaglio nella sezione dedicata alle skill, dove vedremo anche come crearne una tutta tua da zero). Se ti viene chiesto se vuoi configurare una chiave API per Google Places (per query legate a luoghi vicino a te) o per Notion, rispondi "no" se non ti servono: potrai sempre attivarle in seguito.

Passo 12: gli hook

Gli hook sono automazioni che si attivano quando succede un certo evento. OpenClaw te ne propone tre tipi:

  • boot.md: uno script che viene eseguito ogni volta che il gateway si avvia. Ad esempio, potresti far leggere le notizie delle ultime 24 ore e darti un riassunto ogni mattina.
  • Command logger: registra tutti i comandi eseguiti in un file di log, utile per controllare cosa ha fatto l'agente.
  • Session memory: salva automaticamente il contesto della sessione nella memoria a lungo termine.

Per iniziare, ti consigliamo di abilitare almeno boot.md, così hai già un punto dove poter aggiungere azioni automatiche in futuro. Gli altri due puoi lasciarli disattivati per ora.

Passo 13: il runtime del servizio

A questa domanda, nella maggior parte dei casi troverai una sola opzione disponibile: Node. Selezionala e conferma.

Passo 14: installazione del servizio in background

Il wizard, a questo punto, installerà effettivamente il gateway come servizio in background (ricordi il flag --install-daemon di prima?). Attendi che il processo finisca: potrebbe richiedere qualche secondo.

Passo 15: cosa vedi alla fine

Completata la configurazione iniziale, il wizard ti mostrerà un riepilogo con:

  • Le eventuali app opzionali (puoi ignorarle per ora).
  • L'indirizzo della Control UI, un'interfaccia grafica raggiungibile da browser se preferisci non usare il terminale.
  • Un gateway token, cioè la chiave di autenticazione condivisa tra il gateway e la Control UI. Non devi fare nulla con questo token manualmente: viene gestito automaticamente, ma sappi che esiste ed è salvato in un file sul tuo computer.

A questo punto l'installazione e la configurazione di base sono complete. Il passo successivo è avviare l'interfaccia principale, la TUI, e conoscere il tuo agente per la prima volta.

Il primo avvio: l'interfaccia di OpenClaw

Ora arriva la parte più divertente. Digita nel terminale:

openclaw

Questo comando apre la TUI (Terminal User Interface), l'interfaccia testuale principale con cui parlerai con il tuo agente da terminale, molto simile nell'aspetto a quella di Claude Code.

Al primissimo avvio, l'agente non ha ancora un nome, un'identità o dei ricordi: è letteralmente "appena nato". Ti scriverà qualcosa del tipo "sono appena entrato online, non ho ricordi, non ho un nome... chi sono io? Chi sei tu?".

Questo è il momento in cui definisci l'identità del tuo assistente. Scrivi un messaggio di presentazione, ad esempio:

Mi chiamo [il tuo nome]. Siamo migliori amici. Puoi scegliere tu il tuo nome.

L'agente elaborerà la tua richiesta e sceglierà un nome per sé. Da questo momento, il tuo assistente avrà una sua identità che verrà salvata nella memoria di OpenClaw, e potrai continuare a personalizzarla nel tempo raccontandogli di più su di te e sulle tue preferenze.

I comandi di controllo da lanciare subito dopo

Prima di andare oltre, ti consigliamo di lanciare tre comandi di verifica, molto utili subito dopo la prima installazione:

openclaw security-audit --deep

Questo comando analizza il tuo setup alla ricerca di eventuali problemi di sicurezza, ad esempio file con permessi troppo aperti. Se trova qualcosa, te lo segnala chiaramente, distinguendo tra problemi critici e non critici.

openclaw doctor

Questo è un controllo di salute generale di OpenClaw: verifica che tutto sia configurato correttamente e, se trova qualche problema (ad esempio una cartella mancante), te lo segnala. Se vuoi che li risolva automaticamente, puoi lanciare:

openclaw doctor fix

Con openclaw status ti mostra lo stato attuale di OpenClaw: se è attivo, da quanto tempo gira e altre informazioni utili di monitoraggio. Esiste anche openclaw health per un controllo più rapido.

Ti consigliamo di lanciare questi tre comandi ogni volta che apporti modifiche importanti alla configurazione, così da individuare subito eventuali problemi.

Workspace e memoria dell'agente

Uno degli aspetti più interessanti di OpenClaw è il concetto di workspace, cioè la cartella (di solito ~/.openclaw) in cui viene "definito" l'agente: la sua identità, le sue istruzioni e la sua memoria. Vale la pena aprire questa cartella con un editor di testo qualsiasi per capire cosa contiene davvero. Ecco i file principali che troverai:

  • identity.md: descrive chi è il tuo agente, il suo nome, il suo carattere (ad esempio "energico, curioso, un po' giocherellone").
  • memory.md: contiene i ricordi accumulati nel tempo, a partire dalla prima conversazione che hai avuto.
  • agents.md: è probabilmente il file più importante di tutti, perché contiene le istruzioni generali che l'agente segue per funzionare correttamente.
  • bootstrap.md: viene usato solo la prima volta che l'agente si avvia, per chiederti il tuo nome e scegliere il proprio. Dopo il primo utilizzo, questo file viene eliminato automaticamente.
  • heartbeat.md: definisce dei task che vuoi che l'agente controlli periodicamente. Di default, questo controllo avviene ogni ora.
  • tools.md: una specie di appunti scritti da OpenClaw sui vari strumenti con cui interagisce.
  • user.md: contiene le informazioni su di te, come il tuo nome, il fuso orario e altre note di contesto che l'agente usa per personalizzare le risposte.

Oltre a questi file, troverai anche dei file di configurazione in formato JSON, ad esempio auth-profiles.json, che contengono i parametri tecnici dell'agente. Il nostro consiglio è di non modificare mai questi file JSON a mano: è molto meglio usare i comandi da terminale o l'interfaccia di OpenClaw per cambiare le impostazioni, perché un errore di battitura in un file JSON può rompere il funzionamento dell'agente. Puoi comunque aprirli in sola lettura per vedere quali sono i valori attualmente impostati.

Backup del workspace con Git

Un consiglio utile: puoi trasformare l'intera cartella del workspace in un repository Git, così da avere un backup dell'identità e della configurazione del tuo agente. Questo è particolarmente utile se in futuro cambi computer: ti basterà clonare lo stesso repository sul nuovo dispositivo per ripristinare l'agente esattamente com'era, con tutta la sua memoria e personalità.

Le skill: cosa sono e come crearne una da zero

Le skill sono probabilmente la funzionalità più potente di OpenClaw per chi vuole personalizzare davvero il proprio assistente. Vediamo prima cosa sono nel dettaglio, poi come installarne una già pronta, e infine come crearne una completamente da zero, passo dopo passo.

Cosa sono esattamente le skill

Una skill è, tecnicamente, una cartella che contiene un file chiamato skill.md, composto da due parti:

  1. Un'intestazione in formato YAML (chiamata "front matter"), che funge da piccola configurazione: nome della skill, descrizione ed eventuali parametri.
  2. Il corpo del file, scritto in linguaggio naturale, che contiene le istruzioni vere e proprie su come l'agente deve usare uno specifico strumento o servizio.

In pratica, quando l'agente deve svolgere un compito che richiede quella skill, legge il file skill.md per capire esattamente come procedere: quali comandi lanciare, quali API chiamare, che formato usare per i dati, e così via.

Esistono skill già pronte per moltissimi strumenti comuni: Obsidian (per gestire i tuoi appunti), le Note di Apple (tramite l'interfaccia a riga di comando del Mac), Google Workspace (Gmail, Calendar), l'invio di email tramite Himalaya, la generazione di immagini e molte altre.

Skill personali o condivise

Le skill possono trovarsi in due punti diversi del tuo computer:

  • Skill per singolo agente: si trovano nella cartella dello specifico agente, e sono visibili solo a quell'agente. È utile, ad esempio, se hai più agenti per contesti diversi.
  • Skill condivise: si trovano nella cartella globale openclaw/skills e sono visibili a tutti gli agenti presenti sullo stesso computer.

Installare una skill già pronta

Se vuoi semplicemente attivare una delle skill predefinite di OpenClaw (presenti anche nella configurazione iniziale), puoi farlo tramite la registry ufficiale delle skill, chiamata ClawHub (puoi pensarla come l'equivalente di npm, ma per le skill di OpenClaw). Il comando da fare è:

clawhub install nome-della-skill

Un consiglio utile: le skill di terze parti vanno sempre trattate come non sicure. Prima di attivarle, aprile e leggile per intero, così da assicurarti che non contengano istruzioni imprecise o potenzialmente dannose per il tuo sistema.

Creare una skill da zero, passo dopo passo

Vediamo ora come creare una skill personalizzata partendo da zero, usando come esempio una skill che invia un'email tramite Python. Puoi seguire questi stessi passaggi per creare qualsiasi altra skill ti serva.

Passo 1: prepara le informazioni necessarie
Nel nostro esempio ci serve un indirizzo email Gmail e una password per l'invio via SMTP. Se hai l'autenticazione a due fattori attiva su Gmail, dovrai generare una App Password dedicata dalle impostazioni di sicurezza del tuo account Google (dalla pagina myaccount.google.com/apppasswords), invece di usare la password normale.

Passo 2: apri l'interfaccia e chiedi all'agente di scrivere la skill
Non serve scrivere codice a mano: puoi chiedere direttamente all'agente di farlo per te, descrivendo cosa vuoi ottenere. Ad esempio:

Scrivi una skill in Python che invii un'email a me stesso usando queste variabili d'ambiente: EMAIL_SMTP_USER e EMAIL_SMTP_PASS

Passo 3: l'agente genera i file necessari
A questo punto l'agente creerà tipicamente due elementi:

  • Uno script Python (ad esempio send_email.py) che si occupa dell'invio vero e proprio, usando solo librerie standard di Python (senza bisogno di installare pacchetti aggiuntivi).
  • Il file skill.md con l'intestazione YAML e le istruzioni su come e quando usare questo script.

Entrambi i file verranno salvati automaticamente nella cartella delle skill personalizzate del tuo agente (o dell'agente specifico su cui stai lavorando, se ne hai creati diversi).

Passo 4: configura le variabili d'ambiente
Le credenziali sensibili, come utente e password SMTP, non vanno mai scritte direttamente dentro il codice della skill. Vanno invece salvate come variabili d'ambiente, un concetto che abbiamo spiegato nel dettaglio nella lezione sulle variabili d'ambiente del corso di Node.js: in pratica sono valori che il programma legge al momento dell'esecuzione, mantenuti separati dal codice per motivi di sicurezza.

Passo 5: testa la skill
Torna nell'interfaccia di OpenClaw e chiedi direttamente all'agente di provarla:

Testa la skill inviandomi un'email di prova con scritto "Ciao"

Se tutto è configurato correttamente, l'agente eseguirà lo script, e nel giro di pochi secondi dovresti ricevere l'email nella tua casella di posta.

Passo 6: rendi la skill richiamabile tramite comando
Se vuoi poter richiamare la skill in modo diretto, puoi impostarla come "invocabile dall'utente". In questo modo, nell'interfaccia potrai digitare qualcosa come /skill invia-email per eseguirla immediatamente, senza dover riformulare la richiesta in linguaggio naturale ogni volta.

Un'ultima nota tecnica: ogni skill aggiunge automaticamente del testo al "prompt di sistema" dell'agente (circa 24 token per skill, a seconda della lunghezza delle istruzioni). Non è un problema per un uso normale, ma se hai deciso di installare decine di skill contemporaneamente, tienilo a mente: potresti voler disattivare quelle che usi raramente per mantenere l'agente più reattivo.

Multi-agente: un assistente per lavoro, uno per la vita privata

Una delle funzionalità più utili di OpenClaw è la possibilità di creare più agenti separati, ognuno con la propria identità, il proprio workspace, la propria configurazione di sicurezza e le proprie skill. Il caso d'uso più comune? Un agente per il lavoro e uno per la vita privata.

Come creare un nuovo agente, passo dopo passo

Passo 1. Esci dall'interfaccia di OpenClaw, se è aperta, e torna al terminale normale.

Passo 2. Lancia il comando per aggiungere un nuovo agente, dandogli un nome (ad esempio "lavoro"):

openclaw agents add lavoro

Passo 3. Ti verrà chiesta la cartella dove salvare il workspace di questo nuovo agente. Puoi scegliere un percorso dedicato, ad esempio ~/openclaw-workspace-lavoro.

Passo 4. Ti verrà chiesto se vuoi configurare subito il modello AI per questo agente. Rispondi di sì, e scegli il provider (ad esempio Anthropic) e la chiave API da usare, esattamente come hai fatto durante la configurazione iniziale.

Passo 5. Verifica che l'agente sia stato creato correttamente elencando tutti gli agenti AI disponibili:

openclaw agents list

Dovresti vedere sia il tuo agente principale (di solito chiamato "main" o "default") sia quello nuovo appena creato ("lavoro").

Passo 6. Riapri l'interfaccia con openclaw e, al suo interno, digita il comando /agents per vedere l'elenco degli agenti disponibili e passare da uno all'altro con le frecce della tastiera.

Passo 7. Seleziona il nuovo agente "lavoro" e presentati a lui: sarà completamente vuoto, senza ricordi né contatti, esattamente come lo era il tuo agente principale al primo avvio. Da qui puoi ripetere lo stesso processo di personalizzazione che abbiamo visto in precedenza.

Ora, ad esempio, quando sei in ufficio puoi usare l'agente "lavoro" completamente configurato con le tue integrazioni lavorative (email aziendale, calendario di lavoro, magari uno specifico canale Discord del team). Appena finisci la giornata, digiti /agents nell'interfaccia di OpenClaw, e torni all'agente principale. Ogni agente ha il proprio profilo di accesso, che puoi personalizzare a piacere: quali strumenti può usare, a quali dati può accedere, se deve girare in un ambiente isolato (sandbox) oppure no.

Sicurezza e prompt injection: cosa sapere prima di iniziare

Parliamo ora di uno degli aspetti più delicati: mantenere al sicuro il computer su cui lavora OpenClaw. Stiamo infatti dando a un software accesso completo al nostro sistema.

Il rischio principale si chiama prompt injection: qualcuno crea un messaggio (magari nascosto in un'email, in un sito web o in un documento) che riesce a "convincere" l'agente AI a eseguire comandi non voluti. Dato che l'agente ha accesso al terminale, in teoria potrebbe eseguire azioni pericolose.

Ecco alcune buone pratiche da seguire fin da subito:

  • Abilita la modalità sandbox per isolare l'esecuzione (ne parliamo nel dettaglio nel prossimo paragrafo).
  • Mantieni privata la configurazione: non condividere token e credenziali.
  • Limita lo scope dei token di accesso alle API che usi.
  • Esegui audit di sicurezza periodici con i comandi openclaw security-audit --deep e openclaw doctor che abbiamo visto prima.
  • Valuta restrizioni sui tool, ad esempio bloccando l'esecuzione di comandi shell o l'accesso al browser per agenti che gestiscono input non fidati (come messaggi provenienti da sconosciuti).
  • Non aggiungere mai l'agente a un gruppo che non conosci: se qualcuno nel gruppo ha intenzioni malevoli, potrebbe provare a convincere il bot a eseguire comandi dannosi sul tuo computer. Usa sempre conversazioni tra te e l'agente.
  • Inizia in modo conservativo: configura sempre una lista di numeri o utenti autorizzati a scrivere all'agente (ad esempio con l'opzione "allow from" per WhatsApp), invece di lasciarlo aperto a chiunque.

Vediamo ora come funziona il sandboxing degli agenti di OpenClaw.

Il sandboxing: isolare l'agente con Docker

Se non vuoi (o non puoi) utilizzare un VPS dedicato, il sandboxing con Docker è un'ottima via di mezzo per aumentare la sicurezza restando in locale sul tuo computer.

OpenClaw offre tre modalità di sandbox:

  • non-main: tutti gli agenti tranne quello principale girano in sandbox.
  • all: tutti gli agenti girano in sandbox, incluso quello principale.
  • Nessuna sandbox: massima libertà, ma anche massimo rischio.

C'è poi il concetto di scope, che determina come vengono gestiti i container Docker nel tempo:

  • session: ogni volta che un utente apre una nuova sessione di chat, il sistema avvia un container Docker dedicato esclusivamente a quella conversazione. Questo garantisce l'isolamento totale, ma richiede molte risorse al computer perché il server deve creare, mantenere attivi e poi distruggere centinaia di container contemporaneamente (generando appunto un forte sovraccarico sulla CPU e sulla memoria RAM).
  • agent: ogni agente ha il proprio container dedicato e stabile nel tempo.
  • shared: tutti gli agenti in sandbox condividono lo stesso container, e quindi anche gli stessi file tra loro (ma non quelli del sistema del computer).

Un esempio di sandboxing

Passo 1. Assicurati di avere Docker installato e attivo sul tuo computer. Su Mac, in particolare, devi aprire l'app Docker Desktop e verificare che il demone (il processo in background di Docker) sia effettivamente in esecuzione, altrimenti il passo successivo fallirà.

Passo 2. Apri l'interfaccia di OpenClaw con openclaw.

Passo 3. Chiedi direttamente all'agente di configurare la sandbox per te, in linguaggio naturale, ad esempio:

Puoi rendere l'agente lavoro sandboxato con scope agente?

Passo 4. L'agente eseguirà automaticamente uno script di setup dedicato (già incluso nel repository ufficiale di OpenClaw) e riavvierà il gateway. Al termine, ti confermerà qualcosa del tipo: "l'agente lavoro ora ha la modalità sandbox attiva e scope impostato su agente, il gateway è stato riavviato".

Passo 5. Verifica che tutto funzioni davvero: passa all'agente "lavoro" con /agents nell'interfaccia, e chiedigli di accedere a una cartella del tuo sistema che sai per certo essere fuori dalla sandbox, ad esempio il desktop:

Puoi accedere ai file sul mio desktop?

Se la sandbox è configurata correttamente, l'agente ti risponderà che il suo "mondo" è limitato ai file dentro il container, e che non ha alcuna visibilità sui tuoi file personali. Se hai bisogno che lavori su un file specifico, dovrai copiarlo manualmente dentro il suo workspace, oppure incollarne direttamente il contenuto in chat.

Questo è esattamente il comportamento che vogliamo: l'agente può continuare a lavorare, ma senza poter "toccare" il resto del tuo sistema. Certo, ci sono dei compromessi: un agente sandboxato ha accesso solo ai file dentro il container, il che ne limita l'utilità in certi scenari, e se comunque gli dai accesso a internet può fare comunque cose potenzialmente indesiderate. Ma nel complesso è un ottimo compromesso tra sicurezza e comodità, specialmente se non vuoi gestire un server dedicato.

Collegare OpenClaw a WhatsApp e altri esempi utili

Vediamo ora, uno per uno e nel dettaglio, alcuni scenari in cui OpenClaw può davvero facilitarti il lavoro.

Collegare WhatsApp e ricevere messaggi dal tuo assistente

Questo è probabilmente il primo collegamento che vorrai fare, perché è quello che rende OpenClaw davvero utilizzabile anche fuori casa.

Passo 1: verifica che il plugin WhatsApp sia attivo
A volte, per motivi legati alla configurazione iniziale, il plugin WhatsApp potrebbe risultare disattivato di default. Puoi attivarlo con:

openclaw plugins enable whatsapp

Dopo questo comando, riavvia OpenClaw completamente perché la modifica abbia effetto.

Passo 2: avvia la procedura di collegamento
Digita nel terminale (non nell'interfaccia di OpenClaw, ma nel terminale normale):

openclaw channels login

Passo 3: scansiona il QR code
Il terminale mostrerà un grande QR code. Prendi il tuo smartphone, apri WhatsApp, vai su Impostazioni > Dispositivi collegati > Collega un dispositivo e inquadra il codice mostrato a schermo. La connessione avviene nel giro di pochi secondi.

Passo 4: aggiungi il tuo numero alla configurazione
Perché l'agente sappia con chi può parlare in sicurezza, è consigliabile aggiungere manualmente il tuo numero di telefono alla lista dei mittenti autorizzati, dentro la configurazione dei canali. Questo passaggio, se non fatto automaticamente durante la configurazione iniziale, va aggiunto a mano nel file di configurazione dei canali (ricorda però quanto detto prima: modifica questi file con attenzione, meglio farsi guidare dall'agente stesso per evitare errori di sintassi).

Passo 5: fai il primo test
Apri l'interfaccia di OpenClaw con openclaw e scrivi:

Ciao, puoi mandarmi un messaggio su WhatsApp per dirmi che sei online?

Nel giro di pochi secondi, dovresti veder comparire un messaggio nella tua chat di WhatsApp con te stesso (dato che, con un solo numero di telefono, il bot e tu condividete lo stesso numero: se vuoi un'esperienza più pulita, con bot e utente su due numeri diversi, ti servirebbe un secondo numero di telefono dedicato solo all'assistente).

Passo 6: prova un comando utile davvero
Da questo momento puoi scrivere direttamente su WhatsApp al tuo assistente, ad esempio:

Controlla se ho pull request aperte nella mia cartella developer

L'agente eseguirà la ricerca sul tuo computer e ti risponderà via WhatsApp con l'elenco trovato, indicando quante sono aperte, quante in bozza, e in quali repository si trovano.

Collegare un bot Discord

Se preferisci gestire il tuo assistente tramite Discord piuttosto che WhatsApp, ecco i passaggi.

Passo 1: crea un'applicazione Discord
Vai sul portale sviluppatori di Discord (discord.com/developers/applications), clicca su "New Application" e dai un nome alla tua applicazione (ad esempio, il nome del tuo agente).

Passo 2: crea il bot e recupera il token
Nella scheda "Bot" della tua applicazione, clicca su "Reset Token" per generare il token del bot, e copialo (ti servirà tra poco). Nella stessa pagina, abilita l'opzione "Message Content Intent", altrimenti il bot non potrà leggere il testo dei messaggi.

Passo 3: genera il link di invito e aggiungi il bot a un server
Nella sezione "OAuth2 > URL Generator", seleziona lo scope "bot" e i permessi necessari (soprattutto leggere e inviare messaggi). Copia il link generato, aprilo nel browser e invita il bot in un server Discord. Se non ne hai già uno, puoi crearne uno privato tutto tuo, con il solo bot come partecipante: in pratica diventa una specie di chat diretta, dato che i bot Discord non supportano le vere DM senza un server.

Passo 4: recupera gli ID necessari
Ti serviranno tre informazioni: il token del bot, il Guild ID (l'identificativo del server) e il Channel ID (l'identificativo del canale specifico in cui vuoi che il bot risponda). Discord ti permette di copiare questi ID attivando la "modalità sviluppatore" nelle impostazioni dell'app, poi facendo clic destro su server e canale.

Passo 5: fornisci le informazioni all'agente
Torna nell'interfaccia di OpenClaw e fornisci le informazioni raccolte, ad esempio:

Ho creato un bot Discord. Ecco il token: [token],
il Guild ID: [id-server] e il Channel ID: [id-canale].
Puoi configurare il canale Discord?

Passo 6: lascia che l'agente configuri tutto
L'agente si occuperà di attivare il plugin Discord nella configurazione, salvare il token in modo sicuro e riavviare il gateway. Al termine ti confermerà che il bot è online e che risponde solo se menzionato nel canale specifico (una buona pratica di sicurezza, per evitare che risponda a tutti indiscriminatamente).

Passo 7: fai un primo test
Vai sul server Discord, nel canale configurato, e scrivi menzionando il bot (ad esempio @NomeBot ciao, chi sei?). Nel giro di pochi secondi dovresti ricevere una risposta.

Attenzione: ricorda che, esattamente come con WhatsApp, chiunque abbia accesso a quel canale Discord può in teoria interagire con il tuo assistente, che ha accesso al tuo computer. Per questo motivo, ti consigliamo di usare sempre un server privato in cui sei presente solo tu e il bot AI, e mai un server pubblico o condiviso con altre persone che non conosci.

Creare e usare la skill per l'invio automatico di email

Abbiamo già visto nella sezione dedicata alle skill come costruire questa funzionalità da zero. Vediamo ora come usarla una volta creata.

Passo 1. Assicurati di aver seguito i passaggi della sezione "Creare una skill da zero" più sopra, con lo script Python per l'invio email e le variabili d'ambiente configurate correttamente.

Passo 2. Apri l'interfaccia di OpenClaw e scrivi una richiesta in linguaggio naturale, ad esempio:

Mandami una mail per ricordarmi di rinnovare il dominio del sito

Passo 3. L'agente riconoscerà che questo compito corrisponde alla skill che hai creato, la richiamerà automaticamente ed eseguirà lo script Python sottostante.

Passo 4. Controlla la tua casella di posta: dovresti ricevere l'email nel giro di pochi secondi, con il contenuto che hai richiesto.

Questo esempio è volutamente semplice, ma lo stesso identico procedimento si può applicare a compiti molto più complessi: basta descrivere all'agente cosa vuoi ottenere, e lui scriverà (o adatterà) la skill necessaria per farlo.

Un assistente diverso per lavoro e vita privata

Riprendiamo il caso d'uso multi-agente visto in precedenza, ma vediamolo applicato a un esempio di utilizzo quotidiano.

Passo 1. Configura l'agente "lavoro" con accesso al tuo canale Discord aziendale (seguendo i passaggi dell'Esempio 2) e collega la sua casella email di lavoro tramite la skill email vista nell'esempio precedente.

Passo 2. Configura l'agente principale con il tuo WhatsApp personale e le skill che usi nella vita privata, ad esempio la gestione delle Note di Apple o di Obsidian.

Passo 3. Durante l'orario lavorativo, apri l'interfaccia di OpenClaw e passa all'agente lavoro con /agents. Da qui puoi chiedergli di monitorare le email in arrivo, avvisarti se arriva qualcosa di urgente, o rispondere automaticamente a richieste ricorrenti.

Passo 4. A fine giornata, torna all'interfaccia di OpenClaw, digita di nuovo /agents e seleziona l'agente principale. L'agente lavoro si interromperà conservando la sua configurazione, pronto a riprendere da dove avevi lasciato. In questo modo, non avrai alcuna sovrapposizione di contesti, contatti o dati.

Questo tipo di separazione è uno dei motivi principali per cui vale la pena investire un po' di tempo nella configurazione multi-agente fin dall'inizio, piuttosto che gestire tutto con un unico assistente generico.

Conclusione

OpenClaw è uno dei progetti open source più interessanti degli ultimi mesi proprio perché unisce due cose che raramente vediamo insieme: la potenza degli agenti AI moderni e il pieno controllo sui propri dati. È come avere un vero assistente personale, sempre disponibile su WhatsApp, Telegram o Discord, ma che vive esclusivamente sul tuo computer (o sul tuo server), senza passare per infrastrutture di terze parti.

Certo, con questa libertà arriva anche una responsabilità in più, soprattutto sul fronte della sicurezza: prompt injection, sandboxing, gestione dei permessi sono concetti che vale la pena capire bene prima di dare a un agente accesso completo al proprio sistema. Ma seguendo, passo dopo passo, tutte le buone pratiche che abbiamo visto in questo articolo, hai già tutti gli strumenti per iniziare a usare OpenClaw in sicurezza.

Se questo mondo ti appassiona e vuoi approfondire le basi tecniche su cui si costruiscono strumenti come questo, ti consigliamo di dare un'occhiata al nostro corso di Node.js oppure, se vuoi fare pratica direttamente nel browser senza installare nulla, prova il nostro editor online per Node.js.

Alla prossima!